CASTIGLION FIBOCCHI

Castiglion Fibocchi è un borgo che conserva ancora con cura le vestigia di un nobile passato. Il Palazzo Comunale, in pietra martellata e stuccata a conci regolari con coronamento merlato, è sormontato dalla torre dell'orologio. Passeggiando per il borgo è possibile fotografare i resti delle mura castellane e Porta Fredda del XII secolo. Di particolare fascino sono anche i resti di Villa Cassi e Villa Occhini. Grande interesse costituisce la chiesa di San Pietro a Pezzano del XII secolo con affresco attribuibile a Spinello Aretino. Sulla collina si possono osservare i ruderi di San Quirico, la pieve paleocristiana di cui si hanno testimonianze già dal XI secolo. Percorrendo la strada Sette Ponti si possono ammirare alcuni resti della tipica edilizia rurale: case leopoldine, con la colombaia, la loggia e il portico, fra le più belle della zona.
Palazzo del Municipio
Il fronte principale del Palazzo Comunale di Castiglion Fibocchi, in pietra martellata e stuccata a conci regolari, si articola su due livelli a coronamento terminale merlato; è sormontato dalla torre dell'orologio, posta lateralmente all' ingresso principale, anch'essa merlata. Subito a sinistra del Palazzo Comunale si nota un tratto di Mura Castellane con una porta di accesso probabilmente aperta nel 1800 in "sotituzione" di quella originaria (Porta del Sole) che si apriva a destra del Palazzo. Si tratta della porta di accesso al Vicolo dei Palchi, con arco a tutto sesto in conci di pietra con mensola all'imposta e giglio applicato in chiave. L'ingresso principale presenta un arco a tutto sesto,con conci, con estradosso modellato ad arco acuto, con giglio e cartiglio metallico sul concio in chiave. L'apertura è affiancata con lapidi ai caduti in guerra. Leaperture dei due ordini di finestre, al primo ed al secondo livello, sono sormontate da arco a tutto sesto ed hanno infissi in legno, privi di persiane. A lato della torre si apre un passaggio di collegamento col palazzo vicino su arco ellittico in mattoni con tracce di decorazioni dipinte sull'intonaco inferiore. A lato della porta vi è una buca per cannoniera ed il coronamento di questo tratto di mura è a merlatura quadrata. Il palazzo presenta una pianta rettangolare, distribuito su tre livelli posti in comunicazione da una scala elicoidale. Su via Marchese A. Dal Borro si aprono varie porte e finestre, di cui due, al piano terra, sono incorniciate a pietra con i piedritti in un unico pezzo, semiarchi e concio in chiave decorato. La facciata sul vicolo dei Palchi è più articolata e lascia intuire il frazionamento originario delle unità edilizie che, una volta accorpate, hanno dato origine all'attuale palazzo.
Chiesa dei Santi Pietro e Ilario
La Chiesa dei Santi Pietro e Ilario si trova in via del Fosso 5, a Castiglion Fibocchi. In origine antica cappella castellana, è citata nel 1304 come dipendente dalla pieve di San Quirico Sopr'Arno. Alla metà del Seicento fu elevata a pieve, e nel 1857, completamente ricostruita e ampliata oltre le mura, venne dichiarata arcipretura. Nel 1656 le spoglie mortali del marchese Alessandro Dal Borro furono tumulate in un sarcofago posto all'internodella vecchia chiesa; al momento della ricostruzione le ossa furono ricollocate sotto il pavimento nell' attuale zona dell' altare. La facciata a capanna è un rifacimento in stile classicista degli anni trenta del XX secolo. Sulla sinistra s'innalza la torre campanaria tardo-ottocentesca, edificata sui resti dell'antica torre civica. L'interno conserva una porzione di affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino (fine XV-XVI secolo). L'immagine, staccata a massello da un edificio della zona, viene attribuita ad Agnolo di Lorentino, figlio di Lorentino d'Andrea, uno dei più fedeli collaboratori di Piero della Francesca. Oggi è la chiesa parrocchiale.
Chiesa di San Pietro a Pezzano
La Chiesa di San Pietro a Pezzano si trova lungo la strada Setteponti. Fu consacrata nel 1232 ed era dipendente dalla pieve di San Quirico Sopr'Arno. In seguito alla decadenza della chiesa plebana, situata in località montana di difficile accesso, vi fu trasferito il fonte battesimale. Restaurata nel 1583, divenne patronato della Compagnia dell'Annunciazione, ma, verso la metà del XVIII secolo, decadde sino ad essere destinata a "sepolcreto". Alla fine dell'Ottocento furono eseguiti i lavori di restauro del tetto, ma è nel primo trentennio del Novecento che, ad opera di Giuseppe Castellucci, la chiesa venne alterata da un rifacimento "in stile". All'interno, sulla parete di fondo che conserva le strutture originarie, è visibile un affresco trecentesco con l'Annunciazione, attribuito ad Andrea di Nerio. Oggi è adibita a cappella cimiteriale.
Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa di San Giovanni Battista si trova in località Gello Biscardo. Ricordata nel XIV secolo tra le suffraganee della pieve di San Quirico Sopr'Arno, forse sorge sul sito del castello di Gello Biscardo, antico possesso della potente famiglia magnatizia aretina degli Ubertini. L'edificio, ad una sola navata con altari in stucco tardo-settecenteschi, fu quasi del tutto ricostruito nel XIX secolo. Attualmente presenta il tipico aspetto delle chiesette rurali a capanna con campaniletto a vela a tre fornici.
Pieve di San Quirico in Alfiano
La Pieve di San Quirico in Alfiano, nota anche col nome di pieve di San Quirico Soprarno, è un edificio sacro che si trova nei pressi di Castiglion Fibocchi (Ar) in località “Poggio Macchione” (fig. 6). La pieve è documentata per la prima volta nel 1099 in un atto di donazione di un pezzo di terra posto "infra plebe sancti kirici sita Alfiano"[1]: successivamente abbiamo notizia nel 1131[2] e nuovamente nel 1136 dove viene ricordata più volte anche per alcune delle chiese suffraganee. Nel 1278 la pieve di San Quirico supra Arnum aveva quattro chiese suffraganee: la chiesa di San Silvestro de Polveki (casa Politi), Chiesa di San Pietro a Peççano (Pezzano), Chiesa di San Paolo di Pontenano, Chiesa di Sant’Ilario di Castiglion Fibocchi[3]. Nei documenti risalenti al 1302 invece le chiese diventano sei: le Rationes Decimarum documentano infatti l’aggiunta delle chiese di Sant’Angelo di Ferrallia (Feraglia) e di San Giovanni di Gello Viscardi (Biscardo)[4]. La decadenza dell'edificio sacro fu dovuta probabilmente alla sua localizzazione impervia e disagevole, ma soprattutto all'importanza assunta dalla viabilità del fondovalle con la fondazione delle "terre nuove" sotto la Repubblica fiorentina. Nel 1424 la pieve era tenuta da Ser Angelo di Nicola da Montepulciano: le fonti a disposizione indicano che la pieve perse la sua importanza nel panorama religioso della zona: le visite pastorali confermano le rarissime celebrazioni professate all’interno della struttura ed inoltre ci informa dello stato di inadeguatezza dell’intero complesso[5]. Relativo a quest’epoca viene indicato inoltre lo spostamento del fonte battesimale legato alla Pieve: dalla Pieve di San Quirico, viene traslato all’interno della chiesa di San Pietro a Pezzano a Castiglion Fibocchi[6].
Nel corso del 2015 le attività di promozione del progetto per il recupero storico-archeologico della pieve di San Quirico si sono spinte al di fuori dei confini italiani. A settembre l’Associazione San Quirico Archeologia che segue i lavori archeologici della pieve basso medievale di San Quirico in Alfiano ha presentato il progetto di scavo e ricerca al mondo scientifico, partecipando alla Fiera Internazionale della European Archaeological Association tenutasi a Glasgow , vantando l’unicità nella presenza tra gli espositori italiani.
L’iniziativa ha permesso di partecipare ad un momento di riflessione e condivisione delle idee in campo archeologico. Grande interesse ha suscitato “la ruota”, il reperto lapideo in pietra serena di forma circolare di 1m di diametro inizialmente ritrovata all’interno della pieve durante i sondaggi del 2013 (Vilucchi, Bussu, Fabbrini, 2014, Fig. 28).
Si auspica che anche attraverso il confronto con la comunità scientifica sia possibile arrivare a comprendere la natura di tale reperto e nel contesto globale, i trascorsi storici della Pieve in tutte le sue sfaccettature.

[1] Archivio di Stato di Firenze, Diplomatico, Vallombrosa, gennaio 1099, citato in Ceccherini-Sinatti 1992-93, p. 175 e nota 20
[2] La più antica memoria della pieve compare in un atto di matrimonio del 1131 dove è indicata come “ plebe Sancti Quirici sita Alfiano”.
[3] Rationes Decimarum, 1278
[4] Rationes Decimarum, 1302
[5] Visite pastorali dal 1257 al 1516 p. 97
[6] Visite pastorali dal 1521 al 1571 p. 489

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